C’era una volta

Un’idea non è altro che una “visione”, un’immagine mentale che esiste, potrebbe esistere o ci auguriamo che esista, per quanto folle possa sembrare. A quel punto mi sono ricordato di Einstein.

Il libro in quanto oggetto ha una sua forma ideale che lo rende riconoscibile nel momento in cui si manifesta nella realtà. Tuttavia la sua essenza pensabile si schiude su un orizzonte inconoscibile e proprio guardando in quella direzione, verso la sua natura noumenica, che il mondo dei BBooks ha preso forma.
Dagli antichi manoscritti rilegati a oggi, il libro ha una storia millenaria che lo vede evolversi,  pur restando fedele alla sua forma originale, verso una apparentemente inesorabile dematerializzazione. Eppure esso mantiene almeno dal punto visuale un contatto con quella sua foggia di grande successo. Almeno fino ad oggi.

BBooks nasce come progetto culturale per mostrare una nuova idea di libro, un “folle” connubio di rivoluzione, laddove ne altera in modo estremo la forma e la struttura, e di restaurazione, quando nell’uso della materia recupera il concetto di prezioso e unico che era proprio degli antichi codex miniati.
Ogni BBooks è un oggetto unico e univocamente identificabile, virtualmente impossibile da falsificare perché “elettronicamente marchiato”. Ogni opera ha un legame concettuale con il materiale che la contiene e con la cifra che la individua all’interno della raccolta.
Non esiste, ne esisterà mai, un BBooks numerato. La sua unicità ha imposto che soltanto le cifre possano essergli associate e tutte  sono rappresentate.